Antonio Della Marina      
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biography

[ segue versione italiana ]

Antonio Della Marina is an Italian electronic composer and sound artist, who for several years has focused on working with sinusoids.
Clearly influenced by the minimalist avant-garde of the American east coast in the sixties and seventies, his work exploits the physical properties of sounds and the use of microtonal tuning systems.
Della Marina uses mathematical abstractions and custom built sound generators to shape his compositions which are offered in the form of sonorous sound sculptures. Since 1998 he has been active in sound art through concerts, lectures and sound installations, he has exposed his music in art galleries and international festivals all around Europe.

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Antonio Della Marina è un artista e compositore di musica elettronica che da molti anni lavora utilizzando quasi esclusivamente onde sinusoidali.  Influenzato dalle avanguardie minimaliste degli anni 60 e 70, concentra la sua ricerca sull'esplorazione delle proprietà fisiche del suono e sui sistemi di accordatura derivati dalle leggi degli armonici naturali. le sue composizioni sono vere e proprie sculture di suono per la cui realizzazione usa astrazioni matematiche e generatori da lui appositamente costruiti.
La sua attività comprende concerti dal vivo, installazioni multimediali e progetti per il web. I suoi lavori sono stati selezionati ed esposti in gallerie d'arte e festival internazionali tra cui la Quadriennale di Praga, Experimental Intermedia a New York, Logos Foundation a Gand, Fundaciò Phonos a Barcellona. In Italia significative le presenze ad angelica festival, Piombino eXperimenta, All Frontiers Musiche d'Arte Contemporanee, Fondazione Giorgio Cini e la realizzazione in collaborazione con Marco Maria Tosolini del concerto-evento "A Vista!" performance per sirene e idranti di rimorchiatori, parole al vento, voce marina e live electronics avvenuto nel golfo di Trieste nel 2010.


 

press


"Un viaggio sensoriale di grande efficacia. Uno dei ricercatori e soundmaker più interessanti dell'attuale panorama".
"L'ascolto attento delle sue opere apre la percezione su un mondo di grande fascino. Pare di immergersi in una sorta di 'alea ragionata' a cui l'ascoltatore deve abbandonarsi senza pregiudizi riscoprendo il piacere del suono puro. L'aspetto estetico è particolarmente convincente e potente perché il materiale sonoro scaturisce da un costruire scientifico e creativo ad un tempo. Una genesi sonora che potrebbe essere raccolta nel termine di "Musica sensoriale".
- Marco Maria Tosolini, Il Gazzettino -


"The music breaths an overall calmness, as if the external world has no influence. Peaceful and sophisticated".
- Paul Bijlsma -


"Della Marina's music is based on electronically created and manipulated signals (versus acoustic instruments) and puts sound in pole position, even going as far as to claim that it is more important than the artist himself. With an extremely reduced set of initial parameters, he realizes intense sets, quietly spectacular landscapes of sweet hummings, changing in frequency, sequence, pitch and colour, forming little melodies as well as emotive harmonic clusters".
- Tobias Fischer -


I suoi lavori sono molto preziosi, un minimalismo di buona qualità musicale.
- Enore Maria Zaffiri -


"L'ascolto richiede molta pazienza (soprattutto per chi non bazzica per i territori ambient), ma una volta superata la barriera della mezz'ora il drone si impossessa di noi e non ci lascia più".
- Marco Braggion -


poetica

[ segue versione italiana ]

I am a sound artist. My activity has to do with computer generated sounds, microtonality and abstractionism. Main elements of my music are an intensive use of digital oscillators and the role played by numbers, which serve as basis for the harmonic structure and the developement of audio flux. I strictly use electronically generated audio material, which means no samples, no field recordings, no concrete sounds. I investigate on psychoacoustics, forms, structure and spatialization.

I feel my music more like abstract matter modelled into shapes rather than proper musical performance. It's sound sculpture rather than composition, it's sound represented in space with the performer (when present) in absolute background position. Thus I prefer to present my music in galleries and art spaces rather than in musical theatres.
Art galleries are those spaces in which objects are "exposed" to the public. People are free to experience the perception of a piece for the desired time.

The generative processes in my music is mainly based on additive synthesis and spatial distribution of signals.
As a matter of fact, beside of my technical approach, sound remains to me an open field of exploration into perception. Expecially when driven live it is not predeterminate, rather it's an improvvisation session thus enriched by fertyle guests such as randomness or site specific resonances.
Unexpected is welcome, I wouldn't offer a music that doesn't surprise me in the first place.

The choice of utilizing electronic sounds was at first dictated by practical needs.
In 1999 I was experimenting with some alternative tuning systems and I started to process with the help of the computer a series of pitch scales derived from accurately calculated mathematical equations.
In time, I started to shape sound into minimal forms, then put forms together, then slowly moved to more and more complex and overlayered structures.
This activity drove me to a wide field of perception and experimentation the end of which is to me still far from sight.



Analisi di una forma: Fades (2013)
In questa pagina la ricerca e l'evoluzione stilistica e formale di Fades.

 

Elettronico il mezzo elettroacustico il linguaggio (2009)

«Le forme di oscillazione che utilizzo nei miei brani sono derivate dalla fisica acustica: onde quadre, sinusoidali, a dente di sega, casuali, più le forme derivate dalle loro combinazioni.
A partire da questo materiale grezzo, mi incarico di organizzare i parametri che determinano su scala micro-strutturale l'elemento timbrico ed armonico, su quella macro-strutturale il "ritmo" e lo sviluppo stesso del flusso sonoro.
Entrambi i livelli sono supportati da una serie scelta a priori di rapporti di frequenza calcolati in base alle leggi degli armonici naturali che controllano sia la consonanza delle note (altezze) scelte, sia il volume e la distribuzione spaziale di ogni traccia.
L'elemento basilare della sintesi digitale - la forma d'onda calcolata matematicamente punto per punto - fornisce dunque materia e forma alla risultante sonora.
La programmazione del software è parte integrante ed essenziale del processo creativo.
L’esecuzione dal vivo non è il frutto di un calcolo rigorosamente predefinito, ma si arricchisce della componente "qui ed ora" tipica dell'improvvisazione.
E dei due elementi fertili per eccellenza: il caso e l'errore».



In altre parole

Nel 1999 stavo sperimentando alcuni sistemi alternativi di accordatura e cominciai ad elaborare al computer una serie di strutture armoniche derivanti da rapporti matematici accuratamente calcolati. Per semplicità decisi di utilizzare i segnali sinusoidali, perché facili da generare. Sono una forma di oscillazione molto semplice, tipica delle macchine.
Scoprii nel giro di poco tempo che a dispetto della loro povertà timbrica, se accuratamente combinati questi suoni potevano dar luogo ad interessanti ed inaspettati effetti di tridimensionalità. La sperimentazione rivelava continuamente nuove prospettive e si stava via via trasformando in un'eredità importante: la capacità di concepire la musica su basi algoritmiche, ovvero la necessità di elaborare al computer programmi capaci non solo di gestire la riproduzione o il trattamento digitale dei suoni (campioni), ma anche di generarli e di organizzarli secondo logiche adeguate.
Dal computer come mezzo per semplificare e memorizzare una serie di calcoli ad un vero proprio strumento musicale con un suo linguaggio specifico.
Ho dedicato questi ultimi anni ad approfondire questo aspetto e a costruire software capaci di intervenire sui parametri del suono che voglio controllare. Oggi durante i concerti posso finalmente seguire il processo di ciò che faccio fin dai livelli più bassi.
L'esperienza che mi lega a questo progetto ha quasi assunto i toni di una dipendenza fisica. La mia naturale predisposizione alla lentezza ha trovato in questa forma di esplorazione del suono un campo percettivo aperto di cui non vedo ancora il confine.



interviews


15 questions to Antonio Della Marina
Tokafi web magazine. Thanks to Tobias Fischer.


photos


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Antonio Della Marina photo: Alessandra Zucchi


Antonio Della Marina
photo: Alessandra Zucchi


Antonio Della Marina
photo: Paolo Sidoti


Antonio Della Marina
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